TECHNICAL INDUSTRIAL DESIGN

I designer in technical industrial design sono professionisti che operano nella progettazione di beni materiali (prototipi, piccole produzioni o beni industriali).

Lavorano in studi di design o nelle specifiche imprese di produzione nei diversi settori industriali: dagli elettrodomestici all’arredo; dall’elettronica alla produzione di auto e moto; dal packaging alla produzione aeronautica.

I diplomati trovano occupazione nel settore della produzione industriale e negli studi di design, di architettura e negli atélier creativi.
Questo profilo professionale richiede un continuo aggiornamento, offre spazi di creatività, implica l’esercizio di una sana curiosità e di competenze progettuali. In questo ambito viene notevolmente apprezzata la capacità di lavorare in modo autonomo, ma integrati in precisi lavori di gruppo. È necessaria una forte predisposizione a cimentarsi nella risoluzione di problemi complessi e a confrontarsi con un mondo di costante cambiamento.

IL CORSO

Requisiti
  • AFC (Attestato Federale di Capacità) nelle arti applicate o titolo di maturità o superiori
  • Presentazione di un portfolio di lavori individuali
  • Superamento del colloquio di ammissione
Durata
  • 2 anni + stage in azienda
Titolo
  • DESIGNER in technical industrial design (dipl. SSS), titolo riconosciuto dalla Confederazione.

La formazione si svolge a tempo pieno presso la sede della Scuola specializzata superiore di arte applicata del CSIA. Il curriculum prevede 2 anni di studio intensivo, nonché un periodo di pratica lavorativa presso imprese selezionate in Svizzera e all’estero.

Sono previste lezioni in aula, workshop pratici e lavori progettuali integrati nel percorso formativo regolare. Il programma integra conferenze e incontri ed è diretto e coordinato da docenti professionisti nei campi della grafica, del web design, della programmazione, nel design, nell’animazione. Sono previsti lavori individuali e di gruppo, ricerche e presentazioni di lavori pratici nonché prove di valutazione in tutte le materie del corso. Attualmente questa formazione integra anche l’apprendimento del disegno 2D e 3D, per completare l’acquisizione e l’esercizio delle competenze compositive e creative.

LE MATERIE

Technical industrial design

Alias

Docenti: Giuliano Monza, Konrad Walder
Periodo: Primo anno, primo semestre

L’Industrial Design è uno dei settori dove, negli ultimi 15 anni, l’informatica applicativa ha modificato profondamente sia i processi progettuali sia quelli esecutivi.

Il Design è una professione strettamente legata all’industria. Perciò l’espressione di un concetto formale che non può essere industrializzato e prodotto in un alto numero di multipli non fa parte del Design ma è piuttosto parte dell’artigianato.

Sono affermazioni provocatorie ma che si basano su una concreta realtà di settore. Un prodotto di artigianato può sicuramente essere valido e trasmettere messaggi su differenti livelli sino a divenire vero e proprio veicolo di qualità e cultura. Ma, in ogni caso, non ha la vocazione e l’obiettivo di poter essere prodotto e diffuso su larga scala. Occorre perciò distinguere la professione del Designer, dello “Stilista” da quella dell’Industrial Designer .

Detto ciò, evidentemente un Designer Industriale non può che essere confrontato con tutte le problematiche legate ai processi che rendono producibile e industrializzabile il suo progetto. Un “concetto” industriale deve certamente essere valido rispetto agli aspetti estetici, formali, funzionali, ergonomici, culturali, ecc.. ma deve essere anche strutturato, progettato e ingegnerizzato tenendo sempre presente gli innumerevoli fattori legati alla sua produzione come multiplo che inevitabilmente, oggi come oggi, non può che essere industriale.

I tempi di progettazione di un prodotto sono divenuti sempre più stretti e il Designer deve disporre di tutti gli strumenti che possano consentirgli di assumere pienamente la responsabilità di un prodotto che deve essere fornito al cliente in “scatola completa”, cioè pronto alla sua industrializzazione.

L’informatica, tramite applicativi specializzati, ha fornito al Designer un elemento importante per raggiungere lo scopo. Dunque, il modello 3D quale mezzo di sviluppo del progetto ma anche quale mezzo di verifica estetico-formale e ingegneristico “in itinere”.

Non da ultimo, un importante vantaggio dato dall’utilizzo di applicativi 3D, è quello di poter portare il controllo del percorso progettuale sino ad una fase avanzata rispetto all’intero cammino che conduce alla produzione di un oggetto. Attualmente formare un Industrial Designer senza che nel suo iter di apprendimento siano considerati gli aspetti legati all’apprendimento degli applicativi CAD e CAS (Computer Aided Design e Computer Aided Styling) sarebbe irrealistico.

Alias, Rhino, SolidWorks, ProE, Catia, ecc..Sono tutti applicativi usati nel settore del progetto industriale.

Alcuni di questi applicativi sono specializzati rispetto a esigenze progettuali ed esecutive più vicine all’ingegnerizzazione del prodotto, altri ibridi e altri ancora maggiormente mirati a soddisfare aspetti legati all’ottenimento di forme complesse, ecc..

La nostra scuola, tramite uno stretto contatto con il mondo del lavoro, ha individuato e adottato gli applicativi ritenuti, attualmente, alla punta sia rispetto alla necessità di ottenere modelli 3D ottimali sotto l’aspetto tecnico/formale sia nei confronti di esigenze di ingegnerizzazione avanzate: Autodesk Alias e ProEngineer Wildfire. Alias è un applicativo per generare superfici ed è nato appositamente per soddisfare le esigenze del Designer. Dispone perciò di strumenti il cui uso è relativamente intuitivo e libero. Proprio per questo, per un apprendimento corretto dell’applicativo, assume grande importanza lo sviluppo di un metodo di modellazione adeguato all’ottenimento di superfici atte ad essere poi sviluppate dal lato ingegneristico. Superfici cioè dove i parametri tecnici fondamentali non siano solo mirati alla ricerca della “buona forma” ma che producano anche un modello che sia poi realmente utilizzabile nel processo di sviluppo del prodotto.

L’apprendimento dunque non solo dei suoi tools ma imparare piuttosto come gli stessi devono essere utilizzati e abbinati tra loro per raggiungere forme complesse e di difficile elaborazione con software ad impronta più tecnica e meno liberi nelle manipolazioni messe a disposizione dell’operatore.

Già sulle prime esercitazioni del semestre iniziale, le lezioni vertono sia a mostrare le peculiarità degli “attrezzi” sia ad abituare gradualmente il corsista ad “esprimere” forme e superfici su impianti di costruzione strutturati e atti a generare modelli tecnicamente corretti. Apprendere ad elaborare forme attraverso l’analisi delle problematiche geometriche da risolvere tramite soluzioni che il discente dovrà sviluppare poi di caso in caso.

È nel primo semestre che la materia legata all’apprendimento di Alias ha un programma intenso: numerose esercitazioni che propongono svariate soluzioni all’ottenimento di un modello 3D costituito da superfici. 2

Esercitazioni cioè che privilegiano l’apprendimento di un metodo di modellazione efficace allo scopo di raggiungere il più presto possibile un grado di indipendenza atto a poi utilizzare Alias quale strumento di sviluppo dei progetti legati alle materie di progettazione estetica e tecnica.

 

Docenti: Giuliano Monza
Periodo: Primo anno, secondo semestre

L’insegnamento di Alias, iniziato durante il primo semestre, prosegue durante il secondo con l’acquisizione di ulteriori tools di modellazione e altri necessari per il controllo della qualità di curve e superfici. Oltre a ciò, i contenuti didattici della materia, vertono ad affinare la qualità degli elaborati introducendo in modo graduale e sistematico parametri qualitativi con tolleranze sempre più minime e conformi con i normali standard produttivi. Questo implica inoltre l’applicazione di metodi di lavoro e approcci alla modellazione che devono permettere di realizzare un modello il più aderente possibile ai riferimenti visivi risultanti da una progettazione o da un modello già esistente da riprodurre in modalità di reverse engineering.

Le capacità di utilizzo del soft dovrà permettere al discente di giungere al termine del semestre e applicarlo in modo trasversale nelle altre discipline del programma di formazione che possono essere quelle di area progettuale o di area di visualizzazione e presentazione. Durante il secondo anno la modellazione con Alias si svilupperà sempre più nell’affrontare modelli con contenuti tecnici ancor più complessi e nell’affinamento e consolidamento delle strategie con cui raggiungere modellazioni classe A con una velocità di esecuzione sempre più vicina a quelle richieste dagli standard produttivi di mercato.

I progetti trattare nelle lezioni di questo secondo semestre sono strutturati in modo i primi sono interamente guidati passo-passo e progressivamente gli allievi sono condotti a proporre soluzioni alternative a quelle indicate dal percorso definito dal docente. Soluzioni che devono dimostrare di aver compreso sia i tools e le loro impostazioni, sia il corretto approccio nel ottenimento di un modello che non sia solo soddisfacente nella forma, ma anche controllato nella qualità delle matematiche. Nella fase conclusiva del semestre il discente è portato, attraverso un progetto interdisciplinare, a confrontarsi nella traduzione di un’idea originale sviluppata dall’allievo stesso in un modello informatico conforme con quanto progettato. In questa occasione l’allievo dovrà dare prova di avere acquisito un grado di autonomia nell’utilizzo del soft sufficiente per poter affrontare l’esame intermedio e, oltre all’operatività nel gestire lo strumento informatico, attraverso questo progetto interdisciplinare l’allievo deve dimostrare di saper pianificare e prevedere strategicamente quali tecniche di modellazioni siano le più efficienti e appropriate per raggiungere le forme volute

 

Docenti: Giuliano Monza, Konrad Walder
Periodo: Secondo anno, primo semestre

La disciplina “Alias.”, programmata al primo semestre del secondo anno, si addentrerà nell’insegnamento di ulteriori tools avanzati di modellazione e controllo fine delle superfici. Il corsista viene condotto all’apprendimento delle metodologie relative alla modellazione “complessa” utilizzata per l’approntamento di superfici dette di “classe A”.

L’insegnamento in questa fase avanzata della formazione avviene, in un primo momento, attraverso esercitazioni guidate; quindi attraverso l’elaborazione di “matematiche” basate su disegni e concetti elaborati nelle apposite aree dedicate alla progettazione e in cui è necessario abbinare l’uso di Alias e ProE. Qui il corsista è guidato non più solo attraverso l’apprendimento tecnico del software ma egli deve essere messo in condizione di poter elaborare tali nozioni allo scopo di apprendere ad utilizzarle in modo cognito e creativo. Il corsista deve imparare a combinare le differenti tecniche e metodologie acquisite in funzione della “risoluzione” di vincoli tecnici e formali definiti con il progetto. Progetto che, evidentemente, per ciascun discente sarà differente. La differenza stessa delle problematiche da risolvere permetterà ai corsisti, attraverso la condivisione delle soluzioni, di avviarsi all’indipendenza dell’uso dei due software (Alias e ProE) in modo parallelo e complementare.

Infatti le lezioni indirizzate all’insegnamento fortemente guidato di Alias e ProE terminano con l’avvio dell’ultima parte del semestre con un progetto interdisciplinare in cui lo studente avrà un supporto tecnico che gli permetterà di sormontare eventuali momenti di stallo. Sarà però richiesto all’allievo di progredire e affrontare in modo sempre più autonomo, critico e professionale il lavoro svolto nelle differenti fasi di un progetto e in particolar modo, per Alias, la qualità, il controllo e la velocità d’esecuzione della modellazione.

Disegno tecnico e rilievo del prodotto

Docente: Filippo Mambretti
Periodo: Primo anno, primo semestre

L’obiettivo della disciplina “Disegno tecnico e rilievo del prodotto” è quello che il corsista conosca la giusta metodologia per effettuare un corretto rilievo di un oggetto già prodotto o di un il modello fisico di un prototipo sapendone individuare gli elementi da osservare, misurare e trascrivere. Qui il corsista affronterà con metodo le differenti fasi che costituiscono il rilievo, partendo da quelle analitiche e d’osservazione necessarie per definire, dell’intero oggetto, quali siano le parti da trascrivere, la misurazione e la “trascrizione” delle quote rispettando le norme imposte al disegno tecnico rappresentando correttamente le differenti viste, spaccati, dettagli, ecc… dell’oggetto in esame. La disciplina programma l’insegnamento dei suoi contenuti partendo dal principio che il corsista entrato nell’indirizzo Technical Industrial Design già possiede nozioni sul disegno tecnico da finalizzare però alle esigenze specifiche del design.

“Disegno tecnico e rilievo del prodotto” inizia e si esaurisce sul primo semestre poiché è materia ausiliaria a quelle di progettazione in cui il corsista applica in modo autonomo le metodologie apprese sia nelle fasi d’analisi sia in quelle di progettazione.

Elementi di ergonomia per industrial design

Docente: Gigliana Orlandi
Periodo: Primo anno, secondo semestre

Descrizione: l’ergonomia si può descrivere come l’insieme di conoscenze scientifiche, relative all’uomo, necessarie per progettare prodotti, macchine e attrezzature, che possono essere utilizzati con il massimo possibile di comfort, sicurezza ed efficacia ed ha assunto in questi ulitimi anni interesse e importanza crescente per il progredire a livello esponenziale della tecnologia. L’obiettivo quindi dell’ergonomia è quella di realizzare prodotti, servizi e processi di lavoro capaci di rispondere ai bisogni e alle aspettative di ogni singolo individuo e della società stessa. Le competenze ergonomiche si sono dimostrate estremamente importanti quindi nell’interazione uomo- nuove tecnologie (Human Computer Interaction), della sicurezza del lavoro (miglioramento dell’affidabilità dei sistemi) e della qualità del prodotto e processo (User Centered Design) e della sicurezza clinica. Per la natura tecnico professionale, anche se si daranno cenni sulle diverse branche dell’ergonomia, il corso si focalizzerà sul processo di UCD (User Centered Design).

 

Docente: Gigliana Orlandi
Periodo: Secondo anno, primo semestre

Descrizione: l’ergonomia si può descrivere come l’insieme di conoscenze scientifiche, relative all’uomo, necessarie per progettare prodotti, macchine e attrezzature, che possono essere utilizzati con il massimo possibile di comfort, sicurezza ed efficacia ed ha assunto in questi ultimi anni interesse e importanza crescente per il progredire a livello esponenziale della tecnologia. L’obiettivo quindi dell’ergonomia è quella di realizzare prodotti, servizi e processi di lavoro capaci di rispondere ai bisogni e alle aspettative di ogni singolo individuo e della società stessa. Le competenze ergonomiche si sono dimostrate estremamente importanti quindi nell’interazione uomo- nuove tecnologie (Human computer interaction), della sicurezza del lavoro (miglioramento dell’affidabilità dei sistemi) e della qualità del prodotto e processo (User Centered Design) e della sicurezza clinica. Per la natura tecnico professionale, anche se si daranno cenni sulle diverse branche dell’ergonomia, il corso si focalizzerà sul processo di UCD (User Centered Design) con applicazioni pratiche e approfondimento teorico e pratico delle tecniche di usabilita (analisi del contesto di uso, chi sono gli utenti, come pianificare, preparare ed effettuare test di usabilità, analisi dei dati raccolti e dimostrazioni pratiche nei progetti e saper verificare le direzioni progettuali con gli utenti). Basilare è l’approfondimento della conoscenza dell’antropometria e l’uso dei database di dati antropometrici. Nel corso si affronta la progettazione delle interfacce per il dialogo uomo macchina, per beni materiali, artefatti comunicativi o oggetti d’uso affrontando anche la determinazione di eventi e di relazioni.

Elementi di fisiologia per industrial design

Docente: Gigliana Orlandi
Periodo: Secondo anno, primo semestre

Il corso è concepito per illustrare i principi fondamentali che caratterizzano la materia vivente, cui segue una sintesi descrittiva della morfologia generale della specie umana e della topografia dei principali organi e apparati. Attenzione particolare è riservata ad alcuni temi della fisiologia umana, selezionati tra quelli maggiormente implicati nello svolgimento delle attività lavorative e cognitive.

Elementi di grafica

Docente: Silvie Aceves
Periodo: Primo anno, primo semestre

La materia Elementi di grafica offre un’introduzione ai principi e ai fondamenti del processo creativo.

Negli incontri vengono presentati esempi di opere di designer contemporanei e illustrate le teorie scoperte, al fine di permettere lo sviluppo della conoscenza di metodi di lavoro impiegati nella comunicazione visiva.

I contenuti trattati sono: l’analisi di layout, le regole delle griglie d’impaginazione e l’evoluzione della tipografia, nella quale verrà approfondita da tematiche relative i formati, i caratteri tipografici, l’uso del colore (stampa e schermo), l’immagine e la forma.

Ogni tematica verrà approfondita nelle sue specifiche, ad esempio il tema dei caratteri tipografici includerà approfondimenti relativi l’allineamento, l’interlinea, la crenatura, la formattazione e strumenti utilizzati dal grafico.

I numerosi esempi d’applicazione che vengono mostrati, hanno l’intento di aiutare gli studenti a individuare nuove possibilità di sviluppo rappresentativo.

Conoscere e praticare le tecniche basilari della grafica significa utilizzare sia la manualità, sia il computer. L’impaginazione, la composizione e l’esplorazione nella creatività sono le aree di pratica del workshop che si conclude con l’elaborazione e la presentazione dei progetti realizzati. L’uso dei programmi Illustrator, Photoshop, Indesign, Acrobat sono un requisito per poter beneficiare appieno del programma di formazione.

Grafica di presentazione per industrial design

Docente: Stefano Arlandini
Periodo: Primo anno, secondo semestre

Durante il secondo semestre del primo anno gli studenti SSS_AA di Technical Industrial Design, sono chiamati a frequentare la materia “grafica di presentazione per industrial design”

Questa materia, programmata dopo la materia “Elementi di grafica”, non ha come obbiettivo quello di formare un grafico o un esperto di comunicazione visiva, ma di dare le competenze necessarie per permettere di realizzare dei documenti di presentazione che rendano fruibile e chiaro il contenuto della presentazione stessa. Nell’ambito del design questo tipo di presentazione viene utilizzata all’interno di gruppi di lavoro ad uso quasi esclusivamente interno. Presentazioni che sono strumento di lavoro lungo l’intero precorso progettuale di un oggetto industriale.

Gli studenti vengono quindi formati in modo che le competenze acquisite possano permettere loro di realizzare un prodotto in base alle necessità richieste nell’ambito del progetto di design. Si tratta di presentazioni sia su supporto cartaceo sia su supporto informatico.

Un primo blocco di lezioni ha come obiettivo quello di riprendere e rinfrancare nozioni acquisite nelle lezioni indirizzate alle basi della grafica, non dimenticando che in questa materia si tratteranno in modo particolare le necessità legate alla presentazione nell’ambito del design, verranno presi in considerazione i caratteri (la nomenclatura delle principali famiglie di caratteri, la classificazione, gli stili, la leggibilità, l’interlinea, ecc.). Ne consegue, la scelta del carattere rispetto ad un tema, riconoscendo al carattere dei contenuti dati dal design, la storia, lo stile. Attraverso questa introduzione vengono trattati i formati distinguendo tra presentazioni informatiche mediate da una proiezione, presentazioni cartacee come pannelli e documenti che devono essere consultati sia nella versione informatica sia in quella cartacea. Saper riconoscere quale tra queste situazioni passerà la presentazione è fondamentale. Vengono quindi trattati i formati legati alle differenti risoluzioni dei monitor informatici e rispettivamente per una loro proiezione attraverso dei beamer, mentre per gli stampati i riferimenti sono per i formati standard UNI. Le lezioni di questo primo blocco si soffermano sulle peculiarità dei vari formati. Peculiarità che possono essere determinanti sull’impaginazione dei contenuti della presentazione. Viene quindi ripreso il concetto di griglia di impaginazione analizzando differenti prodotti esistenti che permettono di riscontrare in modo diretto l’esistenza e l’efficacia di un impianto di una griglia di impaginazione. La leggibilità di un documento si basa anche nel saper definire dei livelli di lettura. Anche in questo caso attraverso l’analisi di elaborati esistenti vengono chiariti i fondamenti rispetto ai livelli di lettura di un testo (titolo, sottotitolo, testo, didascalie, ecc.).

Considerando che attualmente lo strumento più diffuso per creare delle presentazioni interattive utilizzato nell’ambito professionale la cui materia “Grafica di presentazione per industrial design” fa riferimento è PowerPoint. La programmazione prevede quindi una formazione mirata all’utilizzo del soft e dei differenti tools che permettono la creazione di una presentazione con la possibilità di un utilizzo interattivo del documento.

Attraverso un terzo blocco viene introdotto la progettazione di un proprio Portfolio professionale che in modo pratico permette di applicare concretamente le nozioni apprese. L’approccio al Portfolio avviene attraverso alcune fasi che mostrano allo studente quale sia la modalità corretta per progettare un simile prodotto. La prima fase consiste nell’analisi critica di prodotti simili identificando punti forti e punti deboli, la funzione di un prodotto di presentazione interattivo visionabile come supporto da utilizzare in presenta dell’autore o fruibile in modo autonomo da terzi. Il portfolio ha più funzioni: la presentazione delle competenze e capacità acquisite durante il percorso formativo da parte dello studente, la creazione di un documento che permette il “mantenimento della memoria” di quanto appreso. Il portfolio deve quindi poter soddisfare una visione condotta da un relatore oppure una visione autonoma da parte del fruitore. La pianificazione dei contenuti, la navigabilità e la gerarchia dei contenuti stessi, avviene attraverso una fase progettuale dove lo studente dovrà sviluppare la struttura generale del portfolio e dettagliare uno dei capitoli inserendo i contenuti di un esercizio di modellazione. Il grafico di flusso che ne consegue dovrà poi servire da base per lo sviluppo successivo dell’intero portfolio.

La realizzazione grafica di questa parte del Portfolio permetterà allo studente, seguito dal docente di materia, di allestire la parte visiva della presentazione senza dimenticare gli elementi puntualizzati nei primi blocchi creando un prodotto leggibile, corretto ergonomicamente nella sua interattività e nell’usabilità. Non dimenticando l’ottimizzazione del materiale informatico utilizzati: qualità delle immagini e i formati di compressione, compatibilità del file di presentazione con sistemi Windows a Mac, ecc.

Il Portfolio diviene quindi il progetto principale su cui si focalizzerà l’attenzione all’interno della materia “Grafica di presentazione per industrial design” , anche se è possibile che per particolari esigenze, ad esempio richieste da progetti interdisciplinari, possono essere affrontati anche stampati di presentazione su cui sintetizzare un determinato progetto. Questo tipo di documento verrà comunque affrontato in modo specifico durante il secondo anno di formazione. Dove verranno elaborati sia documenti di medio e grande formato , ma anche documenti che illustrano l’intero iter di un progetto interdisciplinare dal breafing iniziale alle rese finali. Documenti solitamente molto estesi che devono poter essere stampati, ma anche integrati come documento informatico nel portfolio.

 

Docente: Stefano Arlandini
Periodo: Secondo anno, primo semestre

Durante il primo semestre del secondo anno la materia suddivide le ore di programmazione nello studio e rispettivamente nella creazione di un documento informatico che servirà per la redazione dei “Diario di lavoro” che gli studenti sono chiamati a realizzare nelle materie dove si richiede l’analisi, lo studio e lo sviluppo di un progetto o parte di esso. Questo tipo di documento deve prevedere la possibilità di essere presentato nella forma stampata e digitale. La strutturazione di un “modello” che possa diventare il documento con il quale vengono allestiti i Dossier servirà allo studente per avere sia un’uniformità nella presentazione generale del lavoro svolto durante l’anno e che verrà integrato nel Portfolio sia come documento guida permettendogli la stesura del Dossier stesso un modo logico secondo un percorso che dalle fasi di acquisizione del mandato portano a quelle esecutive. Questo modello potrà inoltre essere ripreso anche durante il secondo semestre e il periodo di stage, poiché anche lì saranno richiesti simili Dossier.

Al Portfolio già avviato durante il secondo semestre del primo anno verrà proseguito l’allestimento. Un blocco di lezione ha come obiettivo quello di analizzare criticamente il Portfolio sviluppato durante il primo anno e valutato durante gli esami intermedi, pianificando le correzioni per i punti critici indicati sia dalla commissione d’esame sia dalla propria analisi. Ne segue un blocco in cui lo studente dovrà completare il Portfolio progettato durante il primo anno in modo che possa accogliere altri capitoli sviluppati durante il secondo anno. Il prodotto viene quindi implementato da questi nuovi contenuti, ad esempio: esercizi di modellazione, esercizi i renderig a mano, progetti di Industrial Design. Lo sviluppo dei contenuti del Portfolio si svolgerà anche in sinergia con altre materie e attraverso dei progetti interdisciplinari dove in modo puntuale vengono elaborati i documenti relativi al “diario di lavoro”, alle presentazioni informatiche nelle differenti fasi di sviluppo dei progetti, nella creazione dei pannelli e nell’integrazione di tutto il materiale prodotto all’interno del Portfolio. Il completamento del Portfolio continua durante tutto il semestre. Le competenze e l’autonomia acquisite durante la materia “Concezione grafica(grafica di presentazione per industrial design) permetterà allo studente di integrare con degli appositi capitoli il progetto d’esame cha si svolge durante secondo semestre del secondo anno e il periodo di stage in azienda.

Industrial design

Materia: Industrial design 1
Docente: François Croci
Periodo: Primo anno, primo e secondo semestre

La disciplina “Industrial design1” (primo anno) è programmata già nelle prime fasi della formazione di “Technical Industrial Design” e lo svolgimento delle lezioni è pianificato nel primo e secondo semestre dell’indirizzo stesso. Le finalità della materia sono quelle di sensibilizzare il corsista su cosa è il Design e come nasce un prodotto avvicinandolo alle problematiche della progettazione e al modo di affrontarle. La formazione introduce in modo graduale al processo e al metodo creativo del Design con l’intento di sviluppare la creatività del corsista e il suo senso estetico ma anche la capacità e l’attitudine ad affrontare l’atto progettuale attraverso la definizione e l’uso di percorsi logici e analitici che gli daranno modo, più avanti, di accostarsi ad obiettivi complessi di progettazione.

L’obiettivo propedeutico di “Industrial design” è perseguito attraverso l’attuazione di differenti e successive fasi, dapprima basandosi sull’analisi di prodotti esistenti, della loro estetica e funzionalità poi, il corsista verrà accompagnato nella progettazione di prodotti in cui il percorso di gestione della metodica creativa può essere definito “semplice”.

Su queste esercitazioni guidate, lo studente avrà il modo di comprendere elementi base e fondamentali da considerare nel processo di ideazione di un prodotto industriale quali il semiotico, il funzionale, il percettivo, il cromatico, il tecnologico, ecc…

Le competenze acquisite dal corsista nei confronti del Design vanno, sui due semestri, a soddisfare esigenze propedeutiche ai livelli superiori di formazione e corrispondono ad un livello di sensibilizzazione sufficiente per coprire ad esempio quelle necessarie cognizioni “estetiche” atte ad affrontare elaborati esecutivi, tramite i differenti applicativi informatici insegnati, ma in modo che essi siano qualitativi sotto gli aspetti citati.

 

Materia: Metodologia della progettazione

Docente: François Croci

Periodo: Secondo anno, primo semestre

 

“Metodologia della progettazione” è una disciplina programmata al primo semestre di indirizzo. La materia fa parte di un processo formativo i cui contenuti sono più complementari e integrativi che introduttivi alle fasi di insegnamento applicativo legate a obiettivi complessi di progettazione.

Considerare l’attività progettuale come il momento in cui svariate discipline e competenze interagiscono fra loro per confluire nella realizzazione di un prodotto è un atto di presa di coscienza da parte del discente che va guidato. Occorre fargli acquisire le metodologie necessarie per condurre e strutturare il progetto dal briefing iniziale alla fase esecutiva.

Aspetti quali quelli funzionali, formali, ergonomici, tecnici, economici, ecc…sono vincoli insiti in ogni progetto e sono problematiche la cui corretta soluzione può essere attuata in modo efficace solo se individuata nella giusta fase della concezione di un oggetto. La finalità di questa formazione è perciò quella di guidare il corsista nell’apprendimento della metodologia corretta e nella “stesura” di un programma che definisce, in funzione di una precedente fase di analisi, compiti, tempi e costi. La materia non può però essere puramente teorica ed essa, infatti, nello stesso semestre confluirà in “Industrial design 2”.

 

Materia: Industrial design 2
Docente: François Croci
Periodo: Secondo anno, primo semestre

A partire dal primo semestre del secondo anno d’indirizzo la materia “Industrial Design” continuerà nella formazione del corsista affrontando la gestione della metodica creativa di prodotti “complessi” in modo pratico e applicato a “progetti guidati avanzati”. Se in “Industrial design 1” (primo anno) le esercitazioni trattano problematiche in cui l’obiettivo va in direzione di sviluppare la creatività e il senso estetico del corsista qui il fattore “fattibilità industriale” diviene elemento vieppiù importante. Se in pratica nei primi semestri dell’indirizzo il corsista affronta, ad esempio, la progettazione di un “portacandele” è nei semestri conclusivi che egli progetterà un “sistema PC”. In questo caso la complessità articolata del tema coinvolge il corsista nell’attivazione di svariate nozioni assimilate durante la sua formazione e “Industrial design 2” (secondo anno) interagisce in modo sinergico specialmente con le competenze acquisite dal corsista stesso nelle ore dedicate a “Ingegnerizzazione…”.

Nell’ultimo semestre di indirizzo (secondo anno, secondo semestre) la materia si sviluppa anche in funzione del “progetto interdisciplinare d’esame”. In questa fase della materia il docente assiste e guida nell’organizzazione e strutturazione del percorso creativo che porterà il corsista a elaborare l’esame stesso. È qui che il corsista raggiunge la comprensione del “come si progetta” ed è oramai arrivato a gestire l’interazione tra forma e fattibilità richiesta dal sistema produttivo.

Ingegnerizzazione e industrializzazione

Materia: ingegnerizzazione e industrializzazione
Docente: Ignazio Fiume
Periodo: Primo anno, primo e secondo semestre – Secondo anno, primo semestre

“Ingegnerizzazione e industrializzazione” è una disciplina i cui contenuti si intersecano fra loro seguendo una logica didattica basata sull’insegnamento della “qualità tecnica del prodotto” che è inscindibile da un percorso formativo che possa condurre il corsista all’acquisizione dei dati, dei vincoli tecnici, delle normative, ecc…che la realizzazione di un prodotto domanda.

La materia è perciò programmata già a partire dal primo semestre dell’indirizzo Technical Industrial Design ed essa percorre tutta la programmazione della formazione suddividendosi in due parti “teoriche“ di accompagnamento e, come in tutte le altre discipline, in una terza parte applicativa (indipendente) che si sviluppa all’interno dello spazio di laboratorio interdisciplinare del quarto semestre di indirizzo.

Nella prima verranno approfonditi e trattati i processi industriali dei materiali plastici e polimeri applicandoli e discutendoli attraverso l’assegnazione di brevi esercizi pratici e applicando quindi le conoscenze acquisite per quanto necessario al progetto di particolari realizzati con tali tecnologie e nella seconda verrà attuato un approfondimento degli stessi polimeri trattando poi in seguito i processi industriali dei metalli, quelli ceramici e dei materiali amorfi in generale con le medesime modalità.

Le finalità della disciplina vertono a insegnare al corsista tutte quelle nozioni legate all’ingegnerizzazione e alla fattibilità quali tecniche di trasformazione e lavorazione dei materiali, all’assemblabilità, alle tolleranze e normative, ai trattamenti superficiali, ecc… ma anche alle esigenze dei processi propri dell’industrializzazione che influenzano il progetto tecnico come ad esempio l’individuazione dei vincoli tecnico economici imposti dalla gestione nel progetto di tecniche di stampaggio e attrezzature, ecc…

È evidente che tutto questo verte sì a conferire al discente le capacità per gestire, nell’iter di progettazione di un prodotto, la “qualità tecnica” ma anche a considerarla fattore importante per ridurre costi e tempi di produzione.

Tutte queste nozioni dovranno costituire un bagaglio “tecnico-culturale” che viene acquisito dal discente attraverso logiche fasi formative che esporranno “cosa esiste”, “cosa sono” e i loro corretti ambiti di applicazione.

La modalità di insegnamento non sarà puramente nozionistica e si appoggerà quindi su esempi concreti che porteranno il discente attraverso esercitazioni successive ad essere guidato nell’analisi di prodotti esistenti, dapprima “semplici” e quindi, nelle fasi finali della formazione, “complessi” sino ad affrontare esercitazioni di “redesign analitico” di dettagli in cui il corsista è condotto a proporre soluzioni adeguate.

Durante la fase di sviluppo degli esercizi pratici proposti viene data enfasi alla necessità di corredarli fin dall’inizio con la dovuta documentazione che da un lato descriva in modo chiaro e nei dettagli la soluzione tecnica funzionale scelta per il prodotto e dall’altro permetta dapprima di individuare e superare in modo chiaro integrandoli nel progetto i vincoli dettati dalle tecnologia realizzative utilizzate e quindi successivamente permetta di interfacciarsi professionalmente con il tecnologo specialista.

È attraverso questo percorso di formazione che, nell’ultimo semestre dedicato al laboratorio interdisciplinare applicativo, il corsista deve arrivare a considerare la ricerca della “qualità tecnica” come fattore integrato alla sua metodologia progettuale.

Inglese

Docente: Marie-Louise Jelmoni
Periodo: Primo anno, primo e secondo semestre

Il corso d’inglese previsto al primo anno della formazione alla SSSAA permette al corsista di ottenere gli strumenti necessari per potersi esprimere sugli argomenti che fanno parte dei suoi obiettivi di studio delle varie materie a dipendenza dell’indirizzo scelto: graphic design, web design, computer animation. Viene privilegiata la comunicazione su argomenti conosciuti e legati alla sua formazione in modo progressivo e trasversale. L’acquisizione del lessico viene assicurata attraverso tanti esercizi di ascolto e discussioni in lingua inglese. I giochi di ruolo aiutano ad acquistare sicurezza a livello linguistico in varie situazioni. L’inglese è quindi anche favorita come lingua di riferimento usata in aula nell’interazione tra corsisti e/o con la docente. In ogni lezione sono previste delle discussioni in lingua straniera per allenare l’espressione orale. L’ascolto (con strategie e esercizi di comprensione) è basato su registrazioni autentiche che sono tutte inerenti agli indirizzi di studio scelti. La lettura di articoli sugli argomenti di studio del corsista permette di ampliare il lessico in lingua straniera. Nelle lezioni vengono integrate testi online di attualità e in lingua inglese proposti dalla docente o cercati dai corsisti su indicazioni della docente. In ogni lezione la docente propone degli esercizi per approfondire o ripetere.

Marketing

Docente: Roberto Borioli
Periodo: Primo anno, primo semestre

L’acquisizione delle conoscenze di base sul contesto economico commerciale rappresentano l’ambito operativo con il quale ogni designer è chiamato a confrontarsi. Questo modulo ci confronta con la realtà che circonda, che anticipa e che motiva la progettazione di beni materiali. Il contesto di applicazione e gli esempi portati ci permettono di acquisire una visione sistemica del modello di marketing e del suo funzionamento (ovvero delle politiche di orientamento delle aziende al mercato e al cliente). La padronanza dei concetti di base della materia, l’acquisizione e la pratica di un vocabolario condiviso, la capacità operativa in ambito progettuale ci permetteranno di strutturare e gestire i flussi processuali con consapevolezza e cognizione di causa, esercitando il lavoro individuale, il lavoro in gruppo, nonché imparando le basi delle relazioni con i futuri partner operativi (fornitori, professionisti specializzati, enti committenti, acquirenti finali ecc.).

Maya

Materia: Maya1
Docenti: Giuliano Monza, Konrad Walder
Periodo: Primo anno, primo semestre

Maya è uno standard per la realizzazione di animazioni e visualizzazioni 3D in diversi settori: Intrattenimento, pubblicità, visualizzazione scientifica divulgativa, didattica, design e architettura. Attualmente, per chi opera nel settore del trattamento dell’immagine digitale, la conoscenza almeno introduttiva di queste tecniche è sempre più indispensabile.

Gli scopi di questo primo semestre di formazione su questo applicativo sono perciò svariati.

Ossia, da un lato il programma di formazione verte a dare, ai corsisti che non utilizzeranno il 3D come strumento principale nella loro specializzazione di indirizzo, quelle informazioni e teoriche e pratiche che gli consentiranno, nel momento in cui verranno confrontati con l’esigenza di doversi servire di queste tecniche, di comprendere l’entità del problema da risolvere e se troppo avanzato di saper interpellare in modo competente lo specialista (il corsista dell’indirizzo Web Design).

Dall’altro lato, il programma del semestre deve permettere l’acquisizione di capacità adeguate ai corsisti che utilizzeranno Maya come supporto di visualizzazione puntuale agli elaborati prodotti nel loro specifico settore ( il corsista di Technical Industrial Design.

Infine, lo stesso programma del semestre deve essere strutturato anche rispetto alle esigenze del discente che utilizzerà l’applicativo 3D come strumento principale del suo indirizzo. Conglobare cioè tutti gli argomenti e i contenuti che potranno dare le basi di sviluppo, nei semestri successivi, per un approfondimento delle tecniche di animazione e visualizzazione volumetrica (il corsista di Computer Animation).

La struttura del programma di formazione di Maya per il primo semestre alterna perciò fasi teoriche a momenti di messa in pratica che conducono a piccoli prodotti. Mini-prodotti che consentono a corsisti con esigenze differenti di poter, in poco tempo, vivere l’intero processo di elaborazione di un prodotto di animazione 3D.

 

Materia: Maya1

Docenti: Giuliano Monza, Konrad Walder

Periodo: Primo anno, secondo semestre

 

Nel secondo semestre la materia dedicata a Maya si ramifica in 2 direzioni. Dopo aver acquisito gli argomenti introduttivi e di base, la classe del primo anno, si divide allo scopo di consentire ai corsisti un apprendimento indirizzato del software di animazione e visualizzazione 3D. I contenuti delle esercitazioni si “specializzano” in funzione delle esigenze e delle tipologie dei prodotti richiesti negli specifici settori. La classe del primo anno di Maya si divide perciò in due. Due classi in cui nella prima i corsisti dell’indirizzo Grafica Digitale (Animation e Web) apprenderanno ulteriori elementi tecnici di approfondimento rispetto programma del primo semestre e tratteranno nuovi argomenti più specialistici e atti a rispondere alle esigenze del 3D nei settore dell’audiovisivo, del multimediale, o di piccoli prodotti di animazione da diffondere sulla rete, grafica animata, ecc… Invece, la seconda classe accoglierà i corsisti di indirizzo Technical industrial Design. Nella classe dove Maya è insegnato ai Designer argomenti, contenuti e tipologia delle esercitazioni e progetti si adatteranno agli elaborati che il settore specifico domanda: Visualizzazioni foto-realistiche in still frame, Animazioni tecniche di oggetti meccanici, animazioni o visualizzazioni di prodotti troppo “organici” per avvalersi di Alias o ProE (tipica la visualizzazione di una poltrona imbottita e rivestita in pelle), ecc..

 

Per quello che riguarda la materia Maya indirizzata Technical industrial Design prevede argomenti indirizzati al raggiungimento dell’indipendenza, da parte del discente, rispetto all’elaborazione di visualizzazioni specifiche per il settore del Design dove il progetto deve essere visualizzato in modo tale che possa essere considerato un protitipo virtuale la cui qualità di dettaglio può arrivare al fotorealismo. Per questo indirizzo tecnico Maya diviene strumento da integrare per le fasi di resa dei modelli, la modellazione “organica” e l’animazione.

Il programma prevede di condurre gli studenti attraverso esercitazione che permettano loro di applicarsi su problematiche di visualizzazione dove si richiede la creazione di e l’applicazione di materie realistiche,il controllo dell’illuminazione del modello generato direttamente in Maya o eventualmente importando matematiche create con uno dei soft principali di modellazione (Alias o ProE). Per questo settore professionale la qualità della rese verte a valorizzare al meglio un modello creando, soprattutto con immagini fisse, ma è possibile dover elaborare animazioni con movimenti di camera semplice (ad esempio tipo tourntable) o mostrare attraverso il movimento l’assemblaggio di un pezzo o un movimento di un’articolazione meccanica. Il discente dovrà quindi sviluppare le capacità di gestire questo soft e le immagini con esso prodotte in modo coerente con quanto richiede il settore del Design, per allestire presentazioni che hanno come supporto standard la presentazione informatica o l’allestimento di pannelli. Tutto ciò senza che il Technical Industrial Designer si sostituisca all’esperto Infografico.

ProE

Docente:François Croci
Periodo: Primo anno, primo e secondo semestre

In parallelo con il primo livello di Alias si svolge pure quello di ProE, il cui percorso didattico ha quale obiettivo la formazione del corsista su un indispensabile strumento da affiancare ad “Autodesk Alias”. Poiché, se Alias si indirizza in particolar modo all’ambito del Computer Aided Styling (CAS), ProE invece si indirizza all’ambito che professionalmente viene chiamato Computer Aided Design and Manufacture (CAD/CAM). Gli obiettivi generali di questa disciplina sono i medesimi di quelli descritti per le prime fasi di Alias affrontando però, durante il percorso formativo, la realizzazione di modelli tridimensionali con caratteristiche e problematiche esecutive per le quali l’uso di un applicativo CAD/CAM è preferibile per la sua efficacia.

Il “parallelismo” didattico tra i due software dovrà preparare il corsista ad individuare, già in fase di progettazione, quando utilizzare una tecnologia di modellazione piuttosto dell’altra.

 

Docente: François
Periodo: Secondo anno, primo semestre

Anche per questo semestre, ProE segue la medesima programmazione di Alias sia temporale sia, in parte, nei contenuti. Infatti è previsto l’insegnamento dei moduli avanzati di modellazione solida, controllo delle matematiche e messa in tavola finale. Ma in questa fase della formazione su ProE il corsista è introdotto ai moduli evoluti di modellazione surfassica e di stile messi a disposizione dal software. Le interazioni tra le due discipline che insegnano, in quest’area, gli applicativi tridimensionali si intensificano in questo semestre e contemporaneamente il corsista è condotto a staccarsi gradatamente da un approccio puramente tecnico dei software arrivando ad integrarli nel suo bagaglio professionale come naturale attrezzo al servizio della progettazione ed esecuzione dei concetti che elaborerà poi nel mondo del lavoro.

Rendering

Docente: François Croci
Periodo : Primo anno, primo e secondo semestre – Secondo anno, primo semestre

La materia “Rendering” ha l’obiettivo di guidare il corsista, attraverso tutti i semestri della formazione, all’acquisizione delle tecniche di rappresentazione del prodotto atte alla visualizzazione dei concetti in fase di sviluppo. I contenuti di questa formazione tendono perciò ad evidenziare i caratteri specifici dell’illustrazione legata al progettare piuttosto che alle fasi di visualizzazione a posteriori come ad esempio il momento in cui la rappresentazione del prodotto diviene “Mock-up” visivo. Quest’ultima esigenza è trattata invece durante le lezioni di “Visualizzazione e rendering digitale” dove tale prodotto è raggiunto attraverso mezzi tecnologici che ne riducono tempi e costi di produzione.

Anche la disciplina “Rendering” parte dal presupposto dell’esistenza di competenze di “entrata all’indirizzo” relative al saper disegnare a mano libera, rappresentare superfici e volumi, ecc.

Gli argomenti trattati nelle prime tappe d’insegnamento sono volti ad un’alfabetizzazione del corsista nei confronti di un approfondimento del disegno prospettico a mano libera e della “teoria delle ombre” per poi passare ad una fase d’analisi dei materiali e all’insegnamento delle differenti tecniche per rappresentarli. In seguito l’insegnamento è applicato allo studio di prodotti esistenti in modo da sviluppare il senso analitico del corsista che dovrà assumere le capacità per descrivere visivamente dell’oggetto elementi strutturali e costitutivi mostrando come geometricamente si relazionano tra loro. Attraverso il disegno dovrà sapere mostrare “parti tecniche” come snodi e articolazioni, sottolineare gli aspetti sensoriali dei materiali, le specificità formali e funzionali che caratterizzano la forma dell’oggetto enfatizzandone, se è il caso, gli elementi distintivi che lo caratterizzeranno in modo da comunicare efficacemente l’essenza del concetto.

È nella sua fase conclusiva che “Rendering” verrà applicato a progetti del corsista e lì diverrà lo strumento di rappresentazione atto ad essere utilizzato in tutte quelle fasi di concettualizzazione visiva presenti in un progetto di design.

Rendering per industrial design

Docenti: Giuliano Monza, Konrad Walder
Periodo: Primo anno, secondo semestre

La materia è strutturata,durante questo primo anno, con una serie di esercizi che nel proseguimento della formazione approfondiscono i differenti aspetti che caratterizzano una visualizzazione indirizzata nel ambito specifico del design. Il percorso si svolge attraverso esercizi inizialmente guidati “passo a passo” e successivamente accompagnati a risolvere in modo puntuale problematiche specifiche su render che dovranno essere presentate all’interno un portfolio-professionale informatico. Nel porfolio gli studenti dovranno essere in grado di saper reinterpretare in modo personale i render degli esercizi guidati, elaborare visualizzazioni per le differenti modellazione realizzate nelle materie di “Alias”, “ProE” e dei progetti svolti in materie come “Industrial Design”

I primi esercizi hanno come obiettivo quello di condurre lo studente alla conoscenza dei moduli specifici dei soft di render e i relativi tools che serviranno alla realizzazione delle visualizzazioni. Il soft principale utilizzato nella materia “rendering per industrial design” è Alias. Gli studenti di Techical Industrial Design, hanno nella loro programmazione anche Maya che permette loro ampliare le loro risorse e competenze nella creazione di render informatici. Oltre all’acquisizione degli strumenti di base, attraverso queste prime esercitazioni, il corsista imparerà i fondamenti tecnici di come creare ed assegnare le materie ad un modello informatico tridimensionale, quali sono le differenti tipologie di materie (shader) e i parametri che le caratterizzano. I primi esercizi permettono inoltre di conoscere le differenti tecniche di mappaggio, proiettato e parametrico, e i modelli di illuminazione della scena a uno, due e tre fonti di luce. Vengono quindi spiegate quali sono le sorgenti di luce di base e le differenti caratteristiche, la gestione all’interno di un “set fotografico virtuale” e l’impostazione dei parametri.

La creazione di un ambiente scenografico introdotta con i primi concetti dati con i primi esercizi, viene continuata e approfondita, attraverso ulteriori esercizi guidati. L’accento viene posto su tematiche come la creazione dell’ambiente scenografico in cui il modello potrà essere collocato, la conseguente creazione dell’impianto d’illuminazione e la costruzione dell’inquadratura. Qui il corsista dovrà trasferire, nel “set fotografico virtuale” nozioni basilari relative alla Fotografia: regole e tecniche elementari dell’inquadratura e illuminazione. Ciò nonostante senza dimenticare che le immagini che vengono create sono indirizzare all’ambito del Design. Questo secondo blocco di esercizi permetterà di affrontare la rappresentazione di materiali più complessi combinando tecniche di resa con e senza Raytracing, come pure l’incrostazione di modelli virtuali in riprese reali, ecc. In questo modo si affronta una delle necessità del rendering informatico per il design che è quella di riuscire a rappresentare con delle immagini dell’oggetto modellato virtualmente, in modo da comprenderne e valutarne meglio l’aspetto finale nella forma, nell’estetica e nella funzionalità. Portando lo studente a capire l’importanza del rendering che sempre più assume il ruolo di “Mock-up” virtuale.

L’acquisizione dei fondamenti di base, permette quindi allo studente di passare ad un livello successivo che è quello di concepire e realizzare visualizzazioni personalizzate. Questo avviene a fine semestre con l’integrazione della materia in progetti interdisciplinari dove esercizi sviluppati nella materia “Industrial Design” producono dei modelli tridimensionali che devono essere visualizzati attraverso delle rese informatiche. Sempre durante il secondo semestre, ogni corsista, dovrà creare un proprio portafoglio di presentazione in cui sarà chiamato a descrivere quanto fatto durante l’anno. Il portfolio dovrà contenere tra l’altro i render delle matematiche ottenuti attraverso le esercitazioni di modellazione nelle materie “Alias” e “ProE”. Anche in questo momento del percorso formativo lo studente seppur avendo già acquisito un certo grado di indipendenza è seguito dal docente.

 

Docenti: Giuliano Monza, Konrad Walder

Periodo: Secondo anno, primo semestre

 

L’apprendimento prosegue sul secondo anno in due momenti. Il primo si svolge ancora attraverso un esercizio guidato di visualizzazione dove vengono affrontati aspetti avanzati del render informatico. Approfondimento che verte alla realizzazione di immagini “foto-realistiche” con shading complessi e che ha come obiettivo quello di fare emergere eventuali criticità che potranno essere appianate con interventi puntuali di ricentramento.

Lo studente viene, in questo primo blocco, portato verso un ulteriore grado di indipendenza e sensibilità lavorando sullo sviluppo delle rese dei nuovi progetti elaborati nelle materie di modellazione integrandole nel porfolio e, sempre seguito dal docente, migliorare, se necessario, i render realizzati nel primo anno.

La materia visualizzazione durante questo semestre, terminato il primo breve blocco di lezioni, si intreccia quindi con altre materie del corso dando supporto alla realizzazione dei rendering. Un obbiettivo di questo semestre è quello di portare lo studente all’indipendenza nell’utilizzo del mezzo informatico che deve diventare strumento per la realizzazione di elaborati di presentazione o di “Mock-up” virtuali richiesti dalle differenti materie programmate alla SSS_AA. Infatti durante la seconda parte del semestre vengono affrontati dei progetti interdisciplinari che hanno nella fase di rendering un momento importante e di verifica del progetto. L’orientamento della materia sarà quello di affiancarsi in modo sinergico ad altre discipline, come ad esempio industrial design, ingegnerizzazione o grafica di presentazione ecc…

L’intervento del docente, dopo l’esercitazione guidata, è sempre più mirato su problematiche puntuali che nascono da necessità e richieste specifiche portate dal singolo studente. Il grado di indipendenza raggiunto dallo studente deve permettergli di considerare la visualizzazione uno strumento necessario in tutte le fasi che comportano l’elaborazione di un modello informatico tridimensionale.

In quel momento le tecniche di visualizzazione apprese assumeranno la funzione di “attrezzo” per il controllo delle forme, per la realizzazione di esplosi o per rappresentare le funzionalità del prodotto. Uno strumento che sarà trasversale a tutto il secondo semestre in cui lo studente è impegnato nella realizzazione del progetto d’esame.

Semiologia della forma

Docente: Roberto Borioli
Periodo: Secondo anno, primo semestre

Il discente ha l’occasione di acquisire e vivere l’esperienza progettuale nel settore dell’Industrial design in modo interdisciplinare. Le lezioni sono improntate a favorire il tranfer delle competenze fra le diverse materie e discipline che coagulano la loro attenzione attorno a precisi progetti, traducendo in pratica la necessaria contestualizzazione dell’esperienza creativa.

La dinamica della didattica prevede di partire dalle esperienze pregresse dei discenti, dalle loro esperienze personali, per procedere tracciando collegamenti che uniscono le nozioni e le competenze preacquisite (relative a materie come Marketing e alla metodologia progettuale praticata in Industrial Design) per rendere viva l’esperienza progettuale stessa e razionalizzarne il processo, acquisendo un vocabolario condiviso e una migliore cognizione di causa relativa al proprio agire. Questo per favorire non solo l’acquisizione di un metodo nella progettazione (anche personalizzabile), ma anche per confrontarsi in con la figura professionale che “stiamo diventando”: il nostro nuovo ruolo di “designer”, un “abito” che entrerà in osmosi con la nostra identità individuale e che contribuirà a modificarne la complessa essenza.

Di seguito trovate alcuni punti di riferimento essenziali per l’approccio pedagogico e didattico adottato:

  • Il discente viene messo nelle condizioni contestuali per vivere e praticare la metodologia progettuale del settore (contestualizzazione del metodo) e ne applica la complessità a precisi ambiti.
    Competenza principale: conoscere i processi progettuali e creativi, applicandoli in modo professionale. 
  • In un preciso ambito progettuale il discente riconoscere la complessità dei modelli di riferimento adottati nel marketing.
    Compentenza: conoscere e applicare l’analisi in fase di briefing e saper curare la relazione con le aziende clienti. 
  • Sempre nel contesto dato il discente conosce gli attori principali di riferimento (i diversi professionisti nel campo della progettazione, della produzione e gli attori di mercato) e padroneggia il vocabolario settoriale.
    Competenza: esprimersi chiaramente utilizzando la terminologia corretta e sapendola comunicare anche ai non addetti ai lavori. 
  • Proseguendo il discente conoscere e pratica i metodi creativi (braistorming ecc.) e applica i concetti che sottendono a tali processi (identità VS immagine, ruoli degli attori).
    Competenza: saper progettare in modo in modo efficiente, nei tempi previsti trovando soluzioni creative. 

Riteniamo fondamentale procedere in modo sistematico perché ogni discente, alla fine di questo percorso formativo, possa scoprire le proprie potenzialità creative e i metodi che più gli appartengono (adattando e individualizzando i metodi vissuti). Il fine ultimo è che si possa confrontare con la propria identità di progettista (designer).

Di seguito le tappe interdisciplinari che intendiamo perseguire come veri e propri assunti che ispirano il nostro lavoro:

  1. Autonomia progressiva 
  2. Rafforzamento della propria autostima 
  3. Presa di coscienza delle proprie potenzialità creative e progettuali 
  4. Pratica efficace nei lavori di gruppo 
  5. Pratica efficace nei lavori individuali 
  6. Autovalutazione dei prodotti (risultati di lavori e compiti), dei processi (metodi e percorsi) e del “vissuto” (essere designer) 
  7. Confronto fra pari (nei termini espressi sopra) 
  8. Valutazione del docente (anche quale collegamento di tutte le fasi di valutazione, in particolare per coordinare il de-briefing di ogni progetto) 
  9. Confronto interdisciplinare con gli altri docenti (e con le diverse materie) 
  10. Confronto con clienti esterni (allenamento al confronto con partner di stage e con clienti reali 

Storia della grafica, del design e dell’architettura

Docente: Filippo Mambretti
Periodo: Primo anno, primo semestre

I contenuti della materia intendono fornire le fondamentali nozioni generali della storia del Industrial Design e dei settori annessi, dalla rivoluzione industriale alla situazione recente.

Attraverso la presentazione e l’analisi dei principali sviluppi stilistici e funzionali, dei materiali e delle tecnologie, vengono evidenziati i fattori più importanti che hanno caratterizzato la maturazione verso una cultura del prodotto industriale, nonché la sua evoluzione durante il 20° secolo.

L’illustrazione e l’osservazione dei centri più influenti e di vari designer e aziende rilevanti in questo progresso durante le diverse epoche, rappresentano ulteriori elementi importanti per la comprensione degli sviluppi storici nell’ambito della produzione dell’oggetto. Lo studio dell’evoluzione in diversi settori specifici completa la panoramica sulla trasformazione della tecnica e dell’estetica dei prodotti industriali nel corso dei secoli passati, con uno sguardo a possibili sviluppi futuri.

Le lezioni sono corredate da un’ampia proiezione di immagini

Tecnologia e scienza dei materiali

Docente: Ignazio Fiume
Periodo: Primo anno, primo e secondo semestre – Secondo anno, primo semestre

Il corso si suddivide in due temi principali complementari tra di loro: proprietà dei materiali e tecnologie di trasformazione degli stessi. Il primo tema, dopo una iniziale introduzione alla scienza dei materiali e sulle principali proprietà atte a caratterizzare i materiali in senso generale, introduce sinteticamente ogni famiglia di materiale con le relative composizione, struttura e principali proprietà prima di trattare le tecnologie relative a cui viene data più ampia trattazione proponendo anche la visione di filmati relativi ad impianti di trasformazione.

Lo svolgimento degli argomenti è svolto con sequenzialità e modalità tese a far acquisire la conoscenza e la capacità di selezione dei materiali più comunemente utilizzati nell’ambito dei prodotti industriali e quindi delle relative tecnologie di trasformazione, assiemaggio e finitura correlate e ambiti di applicazione.

Essendo la materia proposta in un contesto di designer industriali si fa sempre riferimento nella trattazione degli argomenti al forte legame esistente tra la forma e i materiali e tecnologia utilizzati come anche ai conseguenti limiti e vincoli sulla progettazione delle forme e dei dettagli di ingegnerizzazione dei particolari con conseguenti suggerimenti relativi alla progettazione.

Nei primi due semestri dell’indirizzo si trattano i materiali plastici (polimeri) in particolari termoplastici con le relative tecnologie.

Il terzo semestre successivo oltre ad approfondimenti sulle materie plastiche (quali le tecnologie relative a termoindurenti, poliuretani e materiali compositi) introdurrà anche le tecnologie dei metalli, della ceramica e del vetro con le stesse modalità.

L’obiettivo generale della disciplina è quello di fornire al corsista gli strumenti necessari per attuare la corretta scelta dei materiali basandosi sulle loro proprietà e prestazioni al fine di soddisfare le esigenze e i vincoli del prodotto nonché quello di conoscere ad ampio spettro le tecnologie di trasformazione, assiemaggio e finitura esistenti acquisendo quindi sia la capacità di selezionare quelle adatte alle forme e funzioni ideate sia la conoscenza dei relativi vincoli progettuali.

Trattamento dell’immagine

Docente: Roy Rigassi
Periodo: Primo anno, primo semestre

Adobe Photoshop e Adobe Illustrator sono diventati i software fondamentali per il “design”, vengono utilizzati nei più svariati flussi di lavoro: webdesign, grafica editoriale, illustrazione, video, fotoritocco, 3D, eccetera. Per questo motivo il corso viene affrontato al primo semestre con l’obiettivo di dare allo studente le giuste conoscenze, competenze per poter sviluppare in autonomia documenti professionali a supporto della progettazione o della costruzione di prodotti visivi specifici. Il corso prevede una panoramica sulle funzionalità dei software, per permettere al discente di orientarsi nell’uso specifico degli strumenti e delle funzioni; la costruzione specifica di prodotti pertinenti alla formazione professionale e l’elaborazione dei documenti complessi.