Materia: ingegnerizzazione e industrializzazione
Docente: Ignazio Fiume
Periodo: Primo anno, primo e secondo semestre – Secondo anno, primo semestre

“Ingegnerizzazione e industrializzazione” è una disciplina i cui contenuti si intersecano fra loro seguendo una logica didattica basata sull’insegnamento della “qualità tecnica del prodotto” che è inscindibile da un percorso formativo che possa condurre il corsista all’acquisizione dei dati, dei vincoli tecnici, delle normative, ecc…che la realizzazione di un prodotto domanda.

La materia è perciò programmata già a partire dal primo semestre dell’indirizzo Technical Industrial Design ed essa percorre tutta la programmazione della formazione suddividendosi in due parti “teoriche“ di accompagnamento e, come in tutte le altre discipline, in una terza parte applicativa (indipendente) che si sviluppa all’interno dello spazio di laboratorio interdisciplinare del quarto semestre di indirizzo.

Nella prima verranno approfonditi e trattati i processi industriali dei materiali plastici e polimeri applicandoli e discutendoli attraverso l’assegnazione di brevi esercizi pratici e applicando quindi le conoscenze acquisite per quanto necessario al progetto di particolari realizzati con tali tecnologie e nella seconda verrà attuato un approfondimento degli stessi polimeri trattando poi in seguito i processi industriali dei metalli, quelli ceramici e dei materiali amorfi in generale con le medesime modalità.

Le finalità della disciplina vertono a insegnare al corsista tutte quelle nozioni legate all’ingegnerizzazione e alla fattibilità quali tecniche di trasformazione e lavorazione dei materiali, all’assemblabilità, alle tolleranze e normative, ai trattamenti superficiali, ecc… ma anche alle esigenze dei processi propri dell’industrializzazione che influenzano il progetto tecnico come ad esempio l’individuazione dei vincoli tecnico economici imposti dalla gestione nel progetto di tecniche di stampaggio e attrezzature, ecc…

È evidente che tutto questo verte sì a conferire al discente le capacità per gestire, nell’iter di progettazione di un prodotto, la “qualità tecnica” ma anche a considerarla fattore importante per ridurre costi e tempi di produzione.

Tutte queste nozioni dovranno costituire un bagaglio “tecnico-culturale” che viene acquisito dal discente attraverso logiche fasi formative che esporranno “cosa esiste”, “cosa sono” e i loro corretti ambiti di applicazione.

La modalità di insegnamento non sarà puramente nozionistica e si appoggerà quindi su esempi concreti che porteranno il discente attraverso esercitazioni successive ad essere guidato nell’analisi di prodotti esistenti, dapprima “semplici” e quindi, nelle fasi finali della formazione, “complessi” sino ad affrontare esercitazioni di “redesign analitico” di dettagli in cui il corsista è condotto a proporre soluzioni adeguate.

Durante la fase di sviluppo degli esercizi pratici proposti viene data enfasi alla necessità di corredarli fin dall’inizio con la dovuta documentazione che da un lato descriva in modo chiaro e nei dettagli la soluzione tecnica funzionale scelta per il prodotto e dall’altro permetta dapprima di individuare e superare in modo chiaro integrandoli nel progetto i vincoli dettati dalle tecnologia realizzative utilizzate e quindi successivamente permetta di interfacciarsi professionalmente con il tecnologo specialista.

È attraverso questo percorso di formazione che, nell’ultimo semestre dedicato al laboratorio interdisciplinare applicativo, il corsista deve arrivare a considerare la ricerca della “qualità tecnica” come fattore integrato alla sua metodologia progettuale.

Posted in: Technical industrial design